SCUOLA NAZIONALE CANI GUIDA PER CIECHI – UN’ISTITUZIONE UNICA AL MONDO

“Fin dal medioevo esistono immagini iconografiche che rappresentano persone cieche accompagnate da cani”, ci racconta Massimo Baragli, uno dei responsabili tecnici della Scuola nazionale cani guida per ciechi. La scuola è una delle poche istituzioni dedicate all’addestramento di cani guida interamente pubbliche del mondo, finanziata dalla Regione Toscana.

“Questa statua non è dedicata a un cane in particolare: è un omaggio a tutti i cani guida, che ogni giorno aiutano e accompagnano migliaia di persone non vedenti.”

I primi tre cani, Weminne, Edda e Iris, furono assegnati il 25 settembre 1929: “Esistevano già  teorie sull’istruzione metodica dei cani come guide, ma poco era stato fatto nella pratica. Dopo la prima guerra mondiale però le cose cambiarono: i reduci ciechi, anche a causa dell’uso dei gas, furono tantissimi”.

“Anche i non vedenti devono seguire un corso per imparare ad essere guidati:
li ospitiamo qui per due settimane.”

Passeggiamo con Massimo per i corridoi e le sale della scuola, che si trova a Scandicci, a pochi chilometri da Firenze: “I cani seguono un percorso d’addestramento poi vengono affidati a una rete di circa sessanta famiglie che collaborano con noi, per abituarsi alle persone e alla guida nell’ambiente esterno. Ma non sono solo loro a dover essere addestrati”, ci spiega Massimo, “Anche i non vedenti devono seguire un corso per imparare ad essere guidati. Li ospitiamo qui per due settimane: gli insegnamo a usare il bastone, e soprattutto a instaurare una relazione, a creare un feeling con il proprio cane. Camminare con lui non serve solo a sentirsi sicuri ma è anche utile per stringere rapporti sociali, per questo nel tempo si è passati dall’uso del pastore tedesco al labrador e al golden retriever, cani estremamente socievoli e che ispirano simpatia”.

Nel giardino della scuola, ci imbattiamo in una lunghissima panchina.
“È il luogo in cui i non vedenti, provenienti da tutta Italia,
incontrano per la prima volta i loro cani guida.”

A un certo punto, nel giardino della scuola, ci imbattiamo in una lunghissima panchina. Chiediamo a cosa serve. “È il luogo in cui i non vedenti, provenienti da tutta Italia, incontrano per la prima volta i loro cani guida. L’incontro è un momento speciale, e a volte davvero commovente”.
L’istituto ospita anche un bellissimo archivio fotografico: tante persone sono passate di qui negli ultimi novant’anni, e riviviamo alcune delle loro storie attraverso le parole di Massimo.

L’istituto ospita anche un bellissimo archivio fotografico: tante persone
sono passate di qui negli ultimi novant’anni, ciascuna con la sua storia.

Ce ne rimane impressa una, straordinaria: “Uno dei nostri «clienti» era un signore che lavorava in un centralino. Il suo cane guida si annoiava a passare lì tutta la giornata, così dopo averlo accompagnato al centralino tornava a casa. Quando aveva finito di lavorare il signore faceva suonare il telefono della sua abitazione: e il cane, sentendo gli squilli, capiva che era arrivato il momento di andare a prenderlo”. Crediamo che questa storia racconti benissimo quanto può diventare profondo il rapporto tra una persona e il suo fedele amico.

Cipria, 14 anni, è uno dei cani “pensionati” della Scuola nazionale cani guida per ciechi: “La scuola è proprietaria di tutti i cani, in questo modo possiamo seguirli e riprenderli con noi in caso di bisogno.”

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